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Cantare una canzone di Francesco Gabbani può essere un’ottima colonna sonora per una passeggiata in montagna, vista la sensibilità dell’artista nei confronti dell’ambiente, anche se non è propriamente una pratica di turismo sostenibile! Se avete seguito il nostro quiz sui social (FB, IG), saprete che tra le opzioni proposte, l’unica veramente incompatibile con il turismo responsabile è l’organizzazione di tour in elicottero per grandi gruppi.
Ma cosa significa davvero fare turismo sostenibile e perché il Sentiero del Respiro rappresenta un esempio perfetto per questa filosofia di viaggio?
Cos'è il turismo sostenibile: principi e benefici
Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (UN Tourism), il turismo sostenibile è “un approccio turistico che è consapevole del suo impatto sociale, economico e ambientale, sia presente che futuro, ed è in grado di soddisfare le esigenze dei visitatori, delle comunità locali, dell’ambiente e delle aziende” (fonte per la traduzione: Up2You). Si tratta, in sostanza, di una forma di viaggio che rispetta tre principi fondamentali:
- Responsabilità ambientale: ridurre l’impatto ecologico dei propri viaggi e preservare le risorse naturali
- Equità socioculturale: generare effetti positivi per le comunità ospitanti, rispettando e valorizzando le tradizioni e i costumi locali
- Sostenibilità economica: promuovere uno sviluppo economico a lungo termine che benefici la popolazione abitante del territoro
Il turismo sostenibile rappresenta l’alternativa all’overtourism, ovvero quel fenomeno di sovraffollamento turistico che danneggia l’ambiente, altera gli equilibri sociali e impoverisce la qualità dell’esperienza di viaggio. Secondo l’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR), “il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio”.
Il Sentiero del Respiro: un esempio di turismo ecosostenibile
Il Sentiero del Respiro, incastonato tra le magnifiche Dolomiti bellunesi, rappresenta un esempio concreto di come un’attrazione turistica possa essere progettata secondo i principi del turismo sostenibile. Non a caso, per questo progetto Chiesi Italia ha ottenuto il primo posto agli Smart Hospital Award 2024, vincendo il premio come “miglior progetto privato per efficienza energetica e sostenibilità in sanità”.
Ma quali sono gli elementi che rendono il Sentiero del Respiro un esempio di turismo responsabile? Ecco alcune delle caratteristiche principali:
Rimboschimento e resilienza forestale
Il progetto ha previsto il rimboschimento di 10.000 esemplari di Pino Cembro (Cirmolo), una specie particolarmente resistente al vento, per mitigare i danni ambientali causati dalla tempesta Vaia del 2018. Questa iniziativa non solo contribuisce al recupero dell’ecosistema forestale, ma favorisce anche la biodiversità locale e l’assorbimento di CO₂ dall’atmosfera.
Riduzione dell’impronta climatica
Il Sentiero del Respiro si inserisce perfettamente nell’obiettivo di Chiesi Italia di raggiungere Zero Emissioni Nette di gas serra entro il 2035. La creazione di un’infrastruttura naturale per la cattura della CO₂ rappresenta un esempio concreto di come il turismo sostenibile possa contribuire attivamente alla lotta contro i cambiamenti climatici.
Valorizzazione di tracciati esistenti
Invece di creare nuove infrastrutture invasive, il progetto ha riqualificato tracciati silvo-pastorali già presenti sul territorio, minimizzando così l’impatto ambientale e preservando il paesaggio naturale. Questa scelta riflette uno dei principi fondamentali del turismo di prossimità: valorizzare ciò che già esiste anziché costruire nuove strutture.
Utilizzo di materiali locali e sostenibili
Le panchine in legno di larice presenti lungo il Sentiero, così come la Statua dell’orso e la scultura a forma di cuore in prossimità del Punto panoramico “Colle dell’ospitalità”, sono state prodotte con metodi tradizionali e risorse locali. Questa scelta non solo riduce l’impatto ambientale legato al trasporto, ma sostiene anche l’economia circolare del territorio, creando valore per gli artigiani e le imprese locali che operano da centinaia di anni.
Educazione ambientale
I cartelli informativi con QR code installati lungo il percorso promuovono la consapevolezza sul legame tra ambiente e salute respiratoria. Questa componente educativa è fondamentale per sensibilizzare i visitatori sull’importanza della tutela ambientale e incoraggiare comportamenti sostenibili anche successivamente all’esperienza sul Sentiero.
Mobilità dolce
Il Sentiero del Respiro promuove un turismo a basso impatto ambientale, incoraggiando la fruizione a piedi e limitando l’uso di veicoli motorizzati nell’area protetta. Questa scelta si allinea perfettamente con i principi del turismo sostenibile, che privilegia forme di mobilità non inquinanti.
Turismo responsabile e turismo sostenibile: ci sono differenze?
Spesso i termini “turismo responsabile” e “turismo sostenibile” vengono utilizzati come sinonimi, ma in origine indicavano concetti leggermente diversi. Secondo il Global Sustainable Tourism Council (GSTC), la differenza tra queste definizioni è legata alla prospettiva: con “turismo sostenibile” ci si riferisce alle pratiche messe in atto dall’industria turistica, mentre “responsabile” è il comportamento del turista che aspira a viaggiare secondo i principi della sostenibilità.
In origine, il turismo responsabile era maggiormente legato all’aspetto sociale ed etico, mentre si parlava di turismo sostenibile quando si considerava principalmente l’impatto ambientale. Oggi, tuttavia, entrambi i concetti si sono evoluti verso una visione integrata che considera sia gli aspetti ambientali che socioeconomici.
Comportamenti sostenibili per i visitatori del Sentiero del Respiro
Se stai pianificando una visita al Sentiero del Respiro, ecco alcuni comportamenti sostenibili che puoi adottare per minimizzare il tuo impatto ambientale:
- Utilizza i trasporti pubblici per raggiungere il Sentiero, oppure organizza car-sharing se possibile
- Rimani sui sentieri segnalati per evitare di danneggiare la vegetazione circostante
- Porta con te i rifiuti e smaltiscili correttamente negli appositi contenitori
- Rispetta la fauna locale, osservando gli animali da lontano senza disturbarli
- Limita l’uso di plastica monouso, portando con te borracce riutilizzabili
- Scegli strutture ricettive locali che adottano pratiche sostenibili
- Acquista prodotti locali per sostenere l’economia del territorio
L’adozione di questi semplici comportamenti contribuirà a preservare la bellezza naturale del Sentiero per le generazioni future e a massimizzare l’impatto positivo della tua visita sulla comunità locale.
Il valore del turismo sostenibile per il futuro delle Dolomiti
Il Sentiero del Respiro rappresenta un esempio virtuoso di come il turismo sostenibile possa contribuire alla conservazione ambientale, alla valorizzazione culturale e allo sviluppo economico di un territorio. In un’epoca in cui i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità minacciano gli ecosistemi montani, progetti come questo dimostrano che è possibile coniugare il turismo con la tutela dell’ambiente.
La crescente domanda di esperienze di turismo responsabile e di prossimità, accelerata anche dalla recente pandemia, rappresenta un’opportunità per ripensare il modello turistico delle Dolomiti in chiave più sostenibile. Il Sentiero del Respiro, con il suo approccio integrato alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, indica la direzione verso cui dovrebbe evolvere il turismo montano nei prossimi anni.
Visitare il Sentiero del Respiro non significa quindi solo immergersi nella bellezza incontaminata delle Dolomiti, ma anche contribuire attivamente a un progetto di turismo responsabile che crea valore per l’ambiente e per la comunità locale. E questo, molto più di una canzone di Gabbani (per quanto sia apprezzabile la sua sensibilità ai temi ambientali), è il vero cuore del turismo sostenibile.
Questo articolo fa parte del progetto di valorizzazione ambientale e turistica promosso da Chiesi Italia in collaborazione con la Regione Veneto, il Comune di Livinallongo del Col di Lana (BL), e l’associazione FederASMA e Allergie ODV.
Fonti utilizzate per scrivere questo articolo
- Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) – Definizione di turismo sostenibile
- Il Giornale dell’Ambiente, “Turismo ecosostenibile” – https://ilgiornaledellambiente.it/turismo-ecosostenibile/
- ESG 360, “Cos’è il turismo sostenibile: definizione e principi” – https://www.esg360.it/sostenibilita/turismo-sostenibile-viaggiare-nel-segno-della-responsabilita/
- Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR), “Definizione di turismo responsabile” – https://www.aitr.org/turismo-responsabile
- Enel Green Power, “Turismo sostenibile: il significato e la sua crescita esplosiva” – https://www.enelgreenpower.com/it/learning-hub/gigawhat/cerca-articoli/articles/2024/02/turismo-sostenibile
- Sorgenia, “Turismo sostenibile: definizione, obiettivi e tipologie” – https://www.sorgenia.it/guida-energia/turismo-sostenibile