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Offrire biscotti a una marmotta? Se avete partecipato al nostro quiz di questo mese sui social (Instagram, Facebook), avrete sorriso davanti a questa risposta. Come avrete imparato, si tratta di una pratica da evitare: le marmotte, infatti, tendono a mantenere le distanze dall’uomo e nutrirle può risultare dannoso per il loro benessere. Lo stesso principio vale per le altre opzioni proposte nel quiz: nessuna può essere considerata corretta. In ambiente montano, infatti, anche azioni apparentemente marginali possono incidere su un equilibrio naturale particolarmente delicato.
La vera domanda, allora, è: sappiamo davvero come comportarci quando camminiamo in montagna?
Conoscere le regole non basta. Serve un atteggiamento consapevole, rispettoso delle sue caratteristiche e dei suoi equilibri.
La montagna non è un parco giochi, è un ecosistema
La montagna è un ecosistema complesso, non uno spazio ricreativo privo di vincoli. I sentieri attraversano ambienti fragili, definiti da equilibri consolidati nel tempo. La raccolta di flora, il disturbo alla fauna o l’abbandono di rifiuti sono azioni che possono produce effetti rilevanti se ripetute su larga scala.
Sul Sentiero del Respiro, nel cuore delle Dolomiti bellunesi tra Arabba e Cortina, questo concetto si tocca con mano. Il bosco che attraversate è in parte nuovo: 10.000 cirmoli sono stati piantati dopo la devastazione della tempesta Vaia del 2018. Alberi giovani con radici ancora in crescita in un ecosistema che passo dopo passo si sta ricostruendo. Camminare qui significa camminare dentro un processo vivo, e questo richiede maggiore attenzione.
Il galateo della montagna: regole semplici che fanno la differenza
In montagna non esiste un codice formale, ma sono riconosciute buone pratiche condivise, diffuse attraverso l’esperienza di guide alpine, gestori di rifugi e comunità locali.
Rimanete sui sentieri segnalati. Deviare dal percorso per un’inquadratura migliore o per abbreviare una salita danneggia la vegetazione e aumenta il rischio di erosione. Sul Sentiero del Respiro i percorsi sono stati progettati con cura, anche per proteggere le aree di rimboschimento ancora in fase di radicamento.
Non raccogliete nulla. Né fiori, né sassi particolari, né ramoscelli. Molte specie alpine sono protette da normative regionali, quindi rischiate sanzioni severe, prima ancora, si tratta della salvaguardia dell’equilibrio dell’ecosistema.
Non accendete fuochi. Nemmeno piccoli, nemmeno “controllati”. In montagna un fuoco fuori controllo può diventare grave in pochi minuti, e in aree boschive il danno sarebbe irreversibile.
Gestite i vostri rifiuti. Tutto ciò che viene portato in quota deve essere riportato a valle, senza eccezioni, inclusi i rifiuti organici. Anche l’offerta di cibo alla fauna selvatica, come nel caso delle marmotte, è una pratica da evitare, in quanto altera la dieta degli animali, ne modifica il comportamento e li rende più vulnerabili.
Abbassate la voce. Parlando proprio di fauna, gli abitanti delle Dolomiti (camosci, marmotte, uccelli rapaci e molti altri) sono abituati al silenzio. Rumori forti causano stress, soprattutto nei periodi di nidificazione. Parlate, certo, ma senza gridare e senza casse accese a tutto volume.
Tenete i cani al guinzaglio. Anche il cane più disciplinato può inseguire istintivamente un animale selvatico o calpestare vegetazione fragile. Per questo motivo, l’uso del guinzaglio rappresenta una misura di tutela sia per la fauna sia per gli altri frequentatori dell’ambiente montano.
Pianificare bene è già rispettare
Una buona escursione comincia sempre il giorno prima. La pianificazione di un’escursione rappresenta un passaggio essenziale per una fruizione consapevole dell’ambiente montano. La definizione dell’itinerario consente di ridurre i rischi e di facilitare eventuali interventi di soccorso.
Verificate il grado di difficoltà del percorso in relazione alle vostre condizioni fisiche. Se siete in gruppo, il ritmo dovrebbe sempre essere adattato al membro più lento con minore esperienza o preparazione, per garantire una progressione sia sicura.
Controllate le previsioni meteo. In quota il tempo cambia in fretta e un temporale pomeridiano estivo è la norma da giugno ad agosto. Se c’è minaccia di temporale, tornate indietro: evitate di ripararvi sotto alberi isolati, o di salire su creste e vette.
Comunicate sempre a qualcuno il vostro itinerario e l’orario previsto di rientro. In caso di criticità, queste informazioni possono risultare fondamentali per l’attivazione dei soccorsi.
Godersi la montagna in totale sicurezza
La frequentazione dell’ambiente montano comporta anche la necessità di evitare situazioni di rischio per sé e per gli altri. Gli interventi di soccorso alpino richiedono un impiego significativo di risorse ed espongono i soccorritori a rischi operativi, risultando in molti casi riconducibili a comportamenti evitabili. L’adozione di alcune semplici precauzioni può contribuire a garantire una fruizione più sicura della montagna.
L’attrezzatura essenziale. Scarponcini con suola adatta al terreno, zaino comodo, abbigliamento a strati con un capo caldo e antivento anche d’estate, acqua e cibo sufficienti, crema solare, kit di primo soccorso. Telefono carico con i numeri di emergenza salvati.
Il numero di emergenza è il 112. È il Numero di Soccorso Europeo. Se vi trovate in difficoltà, chiamate e comunicate indicazione chiare sulla propria posizione e sull’accaduto. In assenza di copertura di rete, il riavvio del dispositivo e la composizione del 112 possono consentire l’aggancio alla rete disponibile più forte per le chiamate di emergenza.
Non sopravvalutate le vostre capacità. È importante valutare in modo realistico le proprie capacità e quelle dei compagni di escursione. Il Sentiero del Respiro è accessibile a un’ampia platea di visitatori, ma l’ambiente montano richiede attenzione e preparazione: partire con anticipo, evitare il rientro dopo il tramonto e scegliere percorsi adeguati al proprio livello di allenamento.
Amare la montagna significa anche rispettare chi la abita
Livinallongo del Col di Lana è una comunità viva, caratterizzata da una radicata tradizione ladina e da attività legate al territorio. Il Sentiero del Respiro è nato dalla collaborazione tra Chiesi Italia, Regione Veneto e questa comunità, con l’obiettivo di generare valore per il territorio.
Il rispetto per la montagna si estende alle persone che la abitano tutto l’anno. In questo senso, sono considerate buone pratiche il consumo di prodotti locali, l’attenzione alla viabilità rurale e il mantenimento di comportamenti rispettosi nei confronti delle persone incontrate lungo i percorsi.
Venite, e raccontateci com'è andata
Portate con voi curiosità, rispetto e l’attrezzatura adatta. Trovate il vostro ritmo tra i cirmoli di Livinallongo del Col di Lana. Leggete i cartelli esplicativi, fermatevi al ruscello, salite fino al punto panoramico.
E poi raccontateci la vostra esperienza sui canali social del Sentiero del Respiro: cosa avete visto, cosa avete sentito, cosa avete imparato camminando.
Questo articolo fa parte del progetto di valorizzazione ambientale e turistica promosso da Chiesi Italia in collaborazione con la Regione Veneto, il Comune di Livinallongo del Col di Lana (BL), Veneto Agricoltura, i Servizi Forestali Regionali del Veneto e l’associazione FederASMA e Allergie ODV.
Fonti
Trentino.com – “Come comportarsi in montagna”
Alta Pusteria – “10 regole per il comportamento in montagna“